Per fare un manager ci vuole un fiore

Inizia con fatica la lettura di questo libro scritto da Niccolò Branca (sì, proprio lui, quello del Fernet Branca), ma poi scorre liscio liscio e finisce in un attimo, lasciando quasi la voglia di averne un seguito.
Parla d’azienda, soprattutto di scelte strategiche molto importanti che lo hanno visto coinvolto dal momento in cui è entrato nella dirigenza dell’azienda, partendo però dal suo percorso personale, intrecciato con la meditazione e la spiritualità orientale (sottotitolo: come la meditazione ha cambiato me e l’azienda).

Negli ultimi venti anni di successi alla guida della sua azienda ha sviluppato così la sua teoria della “economia della consapevolezza” affermando: “Se avessi affrontato alla vecchia maniera le sfide che il mondo mi ha proposto, sono sicuro che non ce l’avrei fatta”.

E’ un libro che condensa pensieri strategici di alto livello, scelte coraggiose compiute in momenti storici incredibilmente difficili (default Argentino ma non solo), capacità di guardare oltre il breve periodo e immaginare business di successo là dove molti vedono fallimenti certi.
A noi questo libro è piaciuto anche perché parla molto di persone. Parla di Lui, l’autore, che in primo luogo dona molto di sé nel libro e alla vita strategica dell’azienda; parla delle persone che lavorano nelle sue aziende nel mondo, che lui per primo desidera coinvolte nella condivisione della sua VISIONE d’azienda rendendole motori della realizzazione del suo sogno imprenditoriale; parla dell’azienda, definita “organismo vivente” in cui l’imprenditore vede i propri collaboratori come parti integranti del progetto globale.
Il libro ci è arrivato tramite una nostra cliente, titolare di un’impresa di servizi, vulcano di idee e appassionata di meditazione che ha voluto passare il testimone regalandocene una copia.

C’è molto nel web riguardo a questo libro e sull’autore stesso. Noi abbiamo scelto questo:

Federica

Sull’autore Federica Valentini

Partner GMA Consulting, amante dello scrivere, dell'arte, del design, del bello e del non bello. Non-blogger, viaggiatrice, appassionata di brand e di mercati.