Il tempo rubato

Il tempo, quarta dimensione dell’universo di A. Einstein, è l’unica risorsa vitale equamente distribuita tra tutti gli esseri viventi, di qualunque razza, specie, sesso: 24 ore al giorno. Il tempo è nostro, ne siamo gli assoluti proprietari e responsabili, ci è stato assegnato da Madre Natura, in quantità finita, al momento della nostra nascita.
Il tempo è argomento di innumerevoli speculazioni filosofiche e scientifiche, ma i fisici sono i più categorici.

Con l’esperimento OPERA del Gran Sasso hanno dimostrato, ancora una volta, che la velocità della luce è una Costante dell’universo, non è superabile, nemmeno dai neutrini, elementi infinitesimali della struttura della materia. Da ciò consegue, in base alla teoria della relatività generale di A Einstein, che il tempo scorre solo in una direzione, non può tornare indietro.

Gli effetti sono chiari: quando perdiamo il tempo non lo ritroveremo mai più per tutta la nostra esistenza, dunque perdere tempo è uno dei più riprovevoli comportamenti umani. A maggior ragione quando ciò è voluto o quando imposto ad altre persone. E la società e piena di ladri di tempo.
Purtroppo però ci siamo un po’ assuefatti a questo smarrimento, a questo furto, in certi casi lo abbiamo addirittura codificato: il quarto d’ora accademico, quasi che gli accademici potessero avere il diritto di rubare l’1% di questa risorsa giornaliera di proprietà altrui.

Tahiici Ohno, l’architetto del Toyota Production System, lo sapeva bene. I MUDA da lui identificati mettono chiaramente in evidenza l’effetto negativo sul tempo. Ogni volta che interrompiamo il flusso di creazione del valore con iniziative che impongono soste (sovrapproduzione, stock, movimenti, trasporti inutili, sovra processi, scarti, e fermate), andiamo a sprecare questa preziosissima risorsa.
Nel modello LEAN si trova uno strumento fondamentale per capire qual è il nostro livello di spreco nei processi di creazione del valore: il Value Stream Mapping (VSM). Ogni volta che l’indice di flusso è maggiore di 1 stiamo sprecando tempo.
Il VSM è infatti la tecnica principale per valutare lo stato attuale (AS-IS) di un processo e quindi poterlo riprogettare per raggiungere uno stato futuro (TO-BE) che sia meno ladro di tempo.

Il VSM è spesso lo strumento con cui le organizzazioni, manifatturiere o di servizi, cercano di apportare efficienza nei loro processi e come ogni strumento del modello LEAN ci sono due risvolti, uno tecnico operativo e uno focalizzato all’apprendimento che è il vero fattore di competitività per le imprese.

L’esperienza sul gemba di anni e anni di consulenza ci ha insegnato che fare un “esercizio” di VSM senza aver un mindset orientato all’equilibrio delle “3 P” (People-Process-Pourpose) produrrà risultati mediocri, talvolta effimeri. È l’identificazione ed il perseguimento di una Vision, alta e sfidante che muove la motivazione delle persone, la passione, il coraggio, ovvero gli elementi indispensabili per raggiungere risultati eclatanti nella gestione del tempo.

Chi diceva che la Natura è matrigna aveva ragione. Sì, possiamo arricchirci di beni tangibili ma non ci è consentito di arricchirci di tempo, possiamo solo evitare di sprecarlo.

 

Piermarcello Busetti

Sull’autore Piermarcello Busetti

Partner GMA Consulting, grande appassionato di barche e di mare, fermo sostenitore del buon utilizzo del tempo, blogger appena nato.