Festival CittàImpresa: come cambiano gli stili di vita degli italiani

FestivalCittàImpresa – due giorni dedicati allo sviluppo e alla cultura di impresa, in cui i riflettori nazionali sono puntati sulla nostra città (Vicenza). Quest’anno, complice il fascino di uno dei relatori, ho scelto di approfondire il tema del cambiamento degli stili di vita degli italiani, con il Ministro delle Politiche Agricole Martina e lo chef Carlo Cracco.

L’evento si è rivelato in realtà una presentazione del Food Act, piano di azioni promosso dal Ministero delle Politiche Agricole e stilato in collaborazione con oltre 40 chef tra i più importanti d’Italia, per la valorizzazione della enogastronomia italiana, nel nostro Paese e nel mondo.

L’effetto “spottone” era in agguato: il giovane e intraprendente Ministro, lo chef mediatico, sul palco del più bel teatro del mondo… E invece mi sono ritrovata ad apprezzare nelle parole del Ministro Martina gli elementi fondanti dell’iniziativa, che mi ricordano – almeno nelle intenzioni – qualcosa molto caro a noi di GMA Consulting:

  • Food Act nasce sul concetto del fare squadra: coinvolge i detentori di competenze, know how e visibilità ai vari livelli e li fa lavorare insieme in modo corale;
  • ha un obiettivo strategico: l’affermazione e la supremazia dell’enogastronomia italiana a livello mondiale, da perseguire in maniera autonoma e originale (la “via Italiana”);
  • ha individuato una serie di tattiche, ognuna con obiettivi chiaramente definiti e un “capofila”, ossia process owner;
  • ci sono degli incontri periodici di verifica e allineamento (come minimo i Forum trimestrali, ma ho colto una continuità di confronto e azione).

Chissà se hanno una X Matrix…

La vera rivelazione, ma forse neanche tanto, è stato scoprire come Carlo Cracco abbia una profonda attitudine lean – senza magari nemmeno conoscere l’esistenza di questa parola.

IMG_5596Ho colto nelle sue parole la famosa accezione “morale” della parola muda, nel momento in cui ha raccontato l’evoluzione della sua lotta allo spreco alimentare nel corso delle varie edizioni di Masterchef: grazie alla sua (e degli altri chef) insistenza, si è passati da pasti discutibili serviti da catering esterno e scarto degli avanzi – sia dei pasti sia delle materie prime – a riutilizzo delle materie prime per cucinare internamente i pasti delle maestranze e successiva consegna al Banco Alimentare di quanto avanzato. Per la felicità di tutti: maestranze, Banco Alimentare e Sky stessa in termini di risparmio economico.

Ho apprezzato la sua fiducia nei propri (pochi) fornitori, cui riconosce affidabilità e continuità nella qualità delle materie prime, ma anche il suo desiderio di risalire nella filiera di fornitura per stimolare coltivatori e allevatori a creare un contesto win-win di qualità dei prodotti, che consenta ai clienti di mangiare un pomodoro “che sa di pomodoro” e ai produttori di mantenere una marginalità adeguata.

Ma è stato quando ha descritto la sua visione del cliente con esigenze particolari (vegano o allergico, ad esempio) che mi ha definitivamente conquistata. Tutti, confessiamolo, un po’ temiamo di avere a cena un ospite così; e invece no: nella brigata di Cracco un vegano è una sfida, un esercizio di creatività per andare oltre le proprie conoscenze e sperimentare nuovi abbinamenti per mantenere la coerenza del piatto offerto. Tradotto: i problemi sono opportunità di crescita, da affrontare con sorriso e determinazione.

Anche questa l’ho già sentita da qualche parte…

 

Melania Frattini

Sull’autore Melania Frattini

Appassionata di viaggi, cinema, libri. In piena riscoperta del mio amore per la scrittura.