10 giorni di meditazione in silenzio?

“10 giorni di meditazione in silenzio? Ma sei matto?” è solo uno dei commenti ricevuti quando ho iniziato a spiegare a parenti e amici che non sarei stato raggiungibile per dieci giorni.
Il mondo si divide improvvisamente in due, chi reagisce con stupore: “10 giorni senza parlare, senza telefono, senza scrivere, senza leggere, senza musica… ma allora non fai niente!” e chi invece comincia a immaginare di vivere l’esperienza: “interessante, che cos’è? Dov’è?…”


Se siete arrivati a leggere fin qui non smettete, provate a finire queste poche righe, investite due minuti e potrebbe accendersi una piccola idea nella vostra testa.

NO
è una meditazione di origine buddistanon ha nessuna connotazione religiosa o settaria
è dura, non è una vacanzanon si può “provare” per un giorno o due, è un percorso da iniziare e finire
Il cibo è vegetariano/ vegano,non è permesso fumare o bere alcolicinon ci sono santoni o guru e non c’è niente di trascendentale a cui dover credere
non costa assolutamente nulla e si può lasciare un’offerta soltanto alla fine del corsonon serve avere esperienza di meditazione per andarci

 

Immaginate una qualsiasi situazione lavorativa in cui vi arrabbiate e nascono conseguenze spiacevoli, oppure siete costretti a reprimere la rabbia e questo stress si accumula giorno dopo giorno. Immaginate adesso che le stesse cose che prima vi facevano arrabbiare riusciate a trattarle con equilibrio e con un sorriso. Magia? No, si tratta di cambiare gli schemi di comportamento reattivo della nostra mente che si sono irrigiditi nel corso delle nostre esperienze.
Lo stesso vale per molte delle cattive abitudini che si fa fatica a togliere: eccessi nel cibo, nel fumo, nell’alcohol e altri tipi di dipendenza.
Certo bisogna superare alcuni canti in lingua indiana antica e alcune idee proprie del buddhismo, ma il resto della tecnica è incredibilmente semplice e scientifico.
Se tutto questo vi ha incuriosito andate e provate voi stessi! Dopotutto 30, 40 o 50 anni senza dedicare neanche un’ora ad educare la propria mente? Forse il matto non sono io…
Siate felici

PS: Vipassana fino a cento anni fa era una tecnica tramandata solo da monaci buddisti, poi è passata per le mani di due maestri laici che hanno iniziato a diffonderla nel mondo.
Il tutto è nato come no profit al 100% e ancora oggi si sviluppa nello stesso modo, nessuno prende un centesimo per diffondere questa meditazione e nessuno di conseguenza ne può fare una professione.
L’attuale maestro di riferimento era un imprenditore del settore commerciale che approcciò la tecnica unicamente per curare le sue emicranie. I vantaggi che ne ricavò furono decisamente superiori a questa sua aspettativa e lo spinsero gradualmente a cambiare vita.

Pietro Antolini

Sull’autore Pietro Antolini

Partner GMA Consulting, appassionato del miglioramento continuo nello sport, nel lavoro e su me stesso. Affascinato dai modelli evolutivi naturali, umani ed organizzativi.